Quanto ai vernissage, decisi di uscire in una sera di pioggia scrosciante per andare alla Fondazione Adriano Olivetti. Doveva accompagnarmi Lina, che restò a casa per via del temporale. Tutto solo quindi, sotto l’ombrello, passeggiai per il centro.Alla Fondazione Olivetti, nell’ambito della rassegna “Step in step out” a cura di Ilaria Gianni, la mostra “The Hero Cycle” presentava tre video di Gianluca e Massimiliano De Serio, “Maria Jesus” (2003), “Mio Fratello Yang” (2004) e “Lezioni di Arabo” (2005). Arrivai tardi e c’era una folla oziosa di giovani intellettualoidi. Non mi sentivo molto a mio agio. Vidi “Lezioni di Arabo” e poi andai via. Alla galleria Lipanje Puntin, nei vicoli alle spalle di Campo de’ Fiori, inaugurava invece la personale di Serse dal titolo “Il cielo sopra il Cremlino”. Credo che fossero disegni su carta poi montati su alluminio, alcuni di grande formato, con una vocazione fotografica e dettagliata nella descrizione delle superfici. Serse riproduce in immagini calligrafiche stimoli del contemporaneo, in una visione di insieme che abbraccia la fine delle ideologie (il simbolo comunista sul Cremlino velato di neve), la spettacolarizzazione della religione (la nuca piegata di Giovanni Paolo II), l’arte (da Cattelan a Picasso), la guerra (il fungo atomico). Lo spazio della galleria è piccolo ma accogliente, bella la parete rossa su cui dono disposte le opere più piccole. Nonostante la pioggia anche qui c’era gente e anche qui sembrava che si conoscessero tutti, sicuramente era vero, si presentavano gli uni con gli altri e mi guardavano un po’ strano. Restai poco, giusto il tempo di un’occhiata e me ne andai.