Chiacchiere tante in una serata piacevole e quasi mite dopo una giornata davvero afosa in una Roma infernale. C'è stata anche qualche sorpresa, come la comparsata di Massimo e Alberto che hanno impresso un'accellerazione all'umore nel loro modo peculiare di mescolare bonarie cattiverie e intelligenti osservazioni, sul finale. E nell'aria l'odore complesso, che lascia ammutoliti e sempre a chiedersi cosa fare, di un storia che forse finisce.
31 fotografie. 31 ritratti di famiglie "non convenzionali" che da anni vivono “consapevolmente” la mancanza di un loro completo riconoscimento sociale e giuridico. Coppie gay, coppie lesbiche, coppie eterosessuali non sposate, coppie che allevano animali e coppie che scelgono di concepire un figlio o di crescere i figli che sono stati generati da precedenti legami di uno dei partner, famiglie formate da amici, famiglie allargate di studenti universitari, unioni durature e feconde di legami, di relazioni, famiglie innovative, “esperimenti” d’amore, famiglie che si aggregano sulla base di scelte di vita e di condivisione: un universo variegato di situazioni che, prescindendo da orientamenti sessuali e identità di genere, mette insieme i progetti di vita di persone che formano nuclei familiari diversi da quello formalizzato dal matrimonio tradizionalmente concepito.
Una collezione di storie, senza nessuna pretesa di raccontare in modo esauriente tutte le complesse sfaccettature di una realtà in continuo divenire, uno sguardo senza fronzoli e senza giudizi che mette in luce la bellezza, la serenità, l'intensità che possono assumere percorsi di vita e di consivisione basati sull'amore e il rispetto reciproco.

Fa discutere in Inghilterra la nuova pubblicità della Nike che vede protagonista Wayne Rooney, la giovane stella del calcio d'Oltremanica. L'attaccante della nazionale di Eriksson è ripreso in posa guerresca, a torso nudo, dipinto di bianco con una croce rossa sul petto e le braccia. A ricordare la croce di San Giorgio. Un vero e proprio urlo di guerra con il rosso della croce che richiama da vicino "il sangue" degli avversari "abbattuti".
(fonte: repubblica.it - 20 giugno 2006)
Al via la settimana di iniziative del Pride di Roma 2006, la manifestazione dell'orgoglio gay lesbico bisessuale transessuale transgender queer. Tutte le info su www.romapride.it.

Inaugura oggi la mostra di pittura Transgender colours of passion, personale di Vanessa de Sena, artista brasiliana, presso il Cinecittà Pub, via Palermo 39 a Roma.

A seguire, sempre al Cinecittà Pub, il circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, in collaborazione con il Gruppo Editoriale Minerva/RaroVideo, presenta Come eravamo: presente e passato dei film a tematica gay.
Intervengono: Mario Zonta – Direttore della Andy Warhol Foundation, Stefano Curti – Direttore artistico RaroVideo.
Proiezione del film "Lonesome cowboys" di Andy Warhol.
Domani inaugura invece, presso la sede del circolo Mario Mieli, in via Efeso 2a, la mostra Unconventional, fotografie di Mirta Lispi: uno spaccato della società e delle nuove realtà che la compongono. Storie di coppie e di nuove famiglie etero ed omosessuali che da anni vivono “consapevolmente” la mancanza di un loro completo riconoscimento sociale e giuridico.
La mostra si può visitare dal 21 al 23 ore 12.00 alle ore 20.00 sempre c/o la sede del Circolo (info 065413985).
Per tutti gli altri eventi in programma visitate www.romapride.it e non dimenticate la favolosa parata di sabato 24 giugno: appuntamento alle 16.00 a Piazza della Repubblica.
Feste danzati: venerdì 23 giugno Muccassassina allo Chalet e sabato 24 giugno il grande party ufficiale del Pride di Roma al Cinodromo.

28 maggio. Sole a Roma. Mattina di domenica. Dopo una serata con cena in quattro a casa dell'amica fresca di separazione - a base di kebab e pettegolezzi - e dopo la birra notturna nel cuore horror di San Lorenzo in compagnia del redivivo (o redimorto o readymade) Richard il crudelissimo Plantageneto...
...un risveglio coccoloso con poche ore di sonno al ritmo della telefonata del Brasiliano. Ci laviamo, ci vestiamo e andiamo a prendere il Brasiliano e con il suo nuovo boy al seguito andiamo con un paio di dignitose ore di ritardo al vernissage di Gonzalo Orquin, il giovane spagnolo, allo Studio Andrea Gobbi.
Affollato breakfast con discutibile buffet. Belli i quadri e bella la situazione, in una San Lorenzo mattutina che non conoscevo. Nemmeno sulla porta becchiamo Hannu che andava via - eravamo noi ad essere in ritardo. Il Brasiliano ha fatto del suo meglio per pavoneggiarsi, rR e il Cupo se ne sono stati defilati a bofonchiare cattiverie agli angoli. Nessuno ci ha presentato il gallerista.
Gonzalo ha gli occhi di due colori diversi e non me ne ero mai accorto prima di quella domenica mattina - uno verde e uno azzurro e sono occhi bellissimi in verità. Bisogna riconoscergli anche una certa consapevole boria, ma penso faccia parte del personaggio. Di troppe poche parole, dice il Brasiliano, ma a noi finora non ha dato questa impressione, nè al telefono, nè alle feste, nè tantomeno al suo vernissage.
Come vedrete dal sito, se vi prenderete la briga di clickare, Gonzalo fa una pittura figurativa realista, pulita, spagnola. Dice tante cose belle dei suoi quadri e per un attimo ci credi, se lo senti parlare. Credi al fatto che l'arte può essere ancora un fatto di bellezza e verità.
PS. Per gli affezionati lettori, aggiungerei che la giornata è proseguita in quel meraviglioso mostro che è il centro commerciale di Parco Leonardo, dove abbiamo realizzato pienamente la nostra vocazione di flaneur ipermoderni. Tanto shopping da Bershka e Pull and Bear. Mangiato schifezze. E poi al cinema a vedere "Xmen III: Conflitto finale".