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venerdì, 29 luglio 2005

David Hochbaum

postato da: rroselavy alle ore 11:02 | link | commenti (4)
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mercoledì, 20 luglio 2005

L'atteso maquillage di ZB

Grandi novità su zaeliabishop.com.
Zaelia, infatti, ha restaurato il suo loft inattuale e tre volte invernale.

postato da: rroselavy alle ore 09:39 | link | commenti
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CMYK, il festival dei magazine indipendenti

Dedicato alla cultura dei magazine indipendenti, CMYK è un festival unico in Europa, organizzato al CCCB di Barcellona. Molte le riviste presenti, soprattutto dalla Germania, quest’anno paese ospite. Dall’Italia soltanto il torinese “Uovo”, che a tre anni dalla fondazione è già un cult in certi ambienti upper-class.
Moltissime le presentazioni e le tavole rotonde, tra il 21 al 23 di luglio prossimi: si parla di riviste online e arte contemporanea, di design accattivante e problemi di sussistenza. Oltre all’immancabile lounge-library zone, uno spazio sarà dedicato a piccole personali di artisti che collaborano coi magazine invitati e interpretano i visual del main sponsor “Women’Secret”.
Ben fornito il database delle riviste partecipanti, con sintetiche ed esaurienti informazioni. E tutto da navigare il sito, se proprio non intendete concedervi un weekend spagnolo. (marco enrico giacomelli)

[fonte: exibart]

www.cmyk-mags.com

postato da: rroselavy alle ore 09:01 | link | commenti
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domenica, 17 luglio 2005

Borf

borf

Washington, la caccia è finita: preso "Borf", il "re" dei graffiti
E' uno studente di 18 anni: ha riempito la capitale di immagini. Grazie a una soffiata, la polizia ha catturato il ragazzo. Il mistero della sua identità aveva affascinato la cittadinanza

WASHINGTON - "Crescere significa arrendersi", era uno dei suoi messaggi preferiti. Una scritta che accompagnava spesso i suoi giganteschi graffiti, firmati sempre con un nome: "Borf". Ma ieri il "re dei graffiti" di Washington è stato arrestato. Per mesi il misterioso artista aveva riempito la capitale con l'immagine del volto di un ragazzo, dallo sguardo beffardo, col pugno alzato a mostrare una bomboletta spray. Ora la sua identità è stata svelata e si comprendono finalmente le ragioni della sua creatività.



Il "re dei graffiti" ha 18 anni, si chiama John Tsombikos e frequenta una scuola d'arte. La polizia lo ha arrestato ieri all'alba, cogliendolo sul fatto, grazie a una soffiata. Era infatti impegnato in un altro dei suoi giganteschi ritratti di Borf. Il volto che ha dipinto per tutta Washington, compresi i punti di maggiori traffico della città, è quello del suo più caro amico, morto suicida due anni fa, che aveva appunto il nomignolo "Borf".



Le immagini erano apparse nei luoghi più disparati, dai ponti ai cartelli stradali, dai negozi a intere facciate di edifici. Spesso erano accompagnate da messaggi anarchici ("La proprietà è un furto"), anti-maturità ("Gli adulti sono obsoleti") o più scanzonati ("Borf fa bene al fegato"). La reazione della gente all'invasione iconografica è stata differente: alle proteste indignate di alcuni, per il deturpamento della proprietà pubblica, si è contrapposto l'entusiasmo di altri, che vedevano in Borf un paladino contro il grigiore della vita quotidiana.

I suoi graffiti sono diventati un vero oggetto di dibattito a Washington, così come i messaggi sibillini che spesso li accompagnavano. Centinaia di foto dei suoi "lavori" sono finite su internet: molti si interrogavano sui motivi e sull'identità dell'indiscusso "numero uno" della capitale nell'arte murale.



Alcuni degli enormi graffiti anti-sistema, disegnati a diversi metri di altezza e in luoghi di difficile accesso, hanno richiesto ore e ore di lavoro. Come Borf sia sempre riuscito a farla franca resta un mistero, visto che numerose delle sue opere apparivano nei luoghi più centrali e in vista della capitale. Alcune immagini sono apparse perfino a New York e a San Francisco, dipinte da Tsombikos durante trasferte in autobus dalla capitale. La sua popolarità ha fatto nascere anche degli imitatori. Scritte come "Borf è gay" o "Borf odia Dio" (vista sul muro di una chiesa) sono state rinnegate dall'artista.



Nelle ultime settimane l'apparizione di nuovi graffiti del celebre Borf era stata minima a Washington. Tsombikos, dopo l'arresto, ha spiegato il motivo alla polizia: negli ultimi tempi aveva viaggiato per l'Europa, partecipando anche alle proteste in Scozia per il G8. Ora è incriminato per vandalismo contro proprietà pubbliche e private. "Borf è morto", ha detto agli agenti. Anche in manette, non ha perso il suo stile ambiguo e beffardo.

(14 luglio 2005 - repubblica.it)

postato da: rroselavy alle ore 02:12 | link | commenti (1)
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venerdì, 15 luglio 2005

Oggi zia rR ha ripreso a lavorare, nel pomeriggio. Un pomeriggio passato a redarre un comunicato stampa unitario che racchiudesse tutte le iniziative artistiche in programma al TSF, di cui LR - la capa di rR - si sta in questo momento occupando. Cartellone di eventi espositivi che comprendono mostre di Larraz (pittore e scultore), di Fair (fotografo, ben due diverse), di Baryshnikov (eh si, il ballerino, eccezionalmente in veste di fotografo). E poi la doppia personale di Francesco Chia e di Lola Schnabel (si, proprio i figli d'arte e si, proprio la mostra fatta a Roma poco tempo fa allo studio di Chia padre). E per finire una collettiva a cura di Vittorio Sgarbi dal titolo "Apollo e Dioniso", che raccoglie opere, tra gli altri, di Jenny Saville (ehehe), Aaron Demetz, Dino Valls (per la gioia di Zaelia), John Kirby.
Uscita dal lavoro, la vecchia Rr ha preso la metropolitana per un numero incalcolabile di fermate e a Termini è saltata su un autobus. Alla Chiesa Nuova è scesa e al termine di un brevissimo tragitto a piedi è arrivata a piazza de' Ricci. Tavolini di un ristorante e, al centro della piazza, un tizio mesceva cocktail analcolici davanti all'ingresso della galleria SC02, dove inaugurava la mostra "Body Metamorphosis". Rrose fa un giro dentro, timidamente. In tutta sincerità è venuta per Zaelia Bishop, le cui opere accolgono il visitatore all'ingresso della galleria, sulla parete a sinistra. Rrose agguanta un catalogo, dà un'altra occhiata furtiva ed esce. di ZB nemmeno l'ombra e della fedele Fernanda neppure. Rr si fa servire un bicchier d'acqua e fa la sua telefonata. Poi volta le spalle alla galleria e alla piazza e, aspettando gli amici, si incammina lungo via di Monserrato, verso piazza Farnese.

Zaelia Bishop, opera della mostra Body Metamorphosis

Dopo aver ricevuto un messaggino a cui non ha risposto per la morte del cellulare, rR, avvitandosi indietro sui suoi passi, inciampa in ZB e FV che saltellando si dirigono al vernissage. Scambi veloci di chiacchiere. Poi un lungo tempo dentro e fuori, davanti alle opere, a dire parole agli artisti, a conoscere la matta che ha cantato alla performance di Gary Hill al Colosseo. Cupopensiero arriva. Tempo su tempo, ripiegato. La mostra viene sventrata e ricucita. ZB, senza dubbio, è il più bravo e il più bello e non a caso è amico di rR.  Ci sarebbe molto altro da dire, ma tacerò. Andatevi a vedere la mostra, su!

Zaelia Bishop, opera della mostra Body Metamorphosis

La serata è finita a cena con l'ottimo Richard, il mio plantageneto preferito, Easy#Cupo e Simone, l'amico della Gloster e non al FantaFestival, come avevamo inizialmente pattuito. A cena al ristorante in cui lavora Morbidessa, a via Cola di Rienzo. Tardissimo. Poi qualche sigaretta, le parole di Richard, i silenzi di Simone, tutto il gore del mondo. Non cambierei tutto questo con niente altro. Davvero. Lo giuro. Cara Richard, sono contento che tu sia tornata, re tra i non-morti.

postato da: rroselavy alle ore 03:10 | link | commenti (1)
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mercoledì, 13 luglio 2005

Body Metamorphosis

Body Metamorphosis 
Il corpo che muta fa tesoro delle possibilità infinite dell’elaborazione digitale. La cultura digitale è infatti grande incubatrice di metamorfosi. L’arte generatrice di meraviglie, di monstra, si allea con la tecnologia per alimentare le possibilità immaginative di artisti che giocano a ridisegnare i confini tra l’umano e il non-umano, tra la carne e gli oggetti, tra il verosimile e il seducente altro. Il corpo disincarnato si fonde con cose digitali, lasciandosi alle spalle il ricordo delle ferite e del dolore, sciolti in una liquidità pervasiva. Otto giovani artisti digitali della “photoshop generation” (Edoardo Belinci, Matteo Bosi, Daniele Cascone, Francesco D'Isa, Andrea Morales, Emanuele Napolitano, Salvo Severino e Zaelia Bishop) si riuniscono per mostrare, attraverso sedici lavori, le meraviglie del visibile oltre la soglia della mutazione. Body Metamorphosis è il manifesto di un sincretismo digitale che si pone come positiva sintesi di inconciliabili, tradimento di tassonomie, profezia di neologismi barbari. 

Roma – Galleria SCZERODUE ARTECONTEMPORANEA, Piazza De' Ricci 127. Dal 14 luglio al 4 agosto. Info: 06.68806377.

(Rosa Vitale in art in furs, su Aut magazine di luglio)

postato da: rroselavy alle ore 16:12 | link | commenti (2)
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lunedì, 11 luglio 2005

Rubber Johnny

Rubber Johnny is out!

Johnny is a hyperactive, shape-shifting mutant child, kept locked away in a basement. With only his feverish imagination and his terrified dog for company, he finds ways to amuse himself in the dark.
Rubber Johnny is the latest creation from the UK's most imaginative filmmaker, Chris Cunningham. Featuring music by legendary electronic composer, Aphex Twin, this nightmarish and hallucinatory experimental short film is accompanied by 40 pages of drawings and photographs - Cunningham's first published book of original artwork.

(andate a vedere con i vostri occhi Rubber Johnny)

rubber johnny

postato da: rroselavy alle ore 19:45 | link | commenti (3)
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