
In tarda mattinata noiosa conferenza stampa della mostra "Cimabue a Pisa. La pittura pisana del Duecento da Giunta a Giotto", al Ministero dei Beni Culturali. Rischiato di addormentarmi un paio di volte, con LR accanto. Quanto spesso possono essere noiosi critici e gionalisti. Notizia dell'attribuzione a Giotto e bottega di due tavole precedentemente ritenute tardotrecentesche conservate a Livorno, parte di un polittico perduto.
Il venerdì è di gran lunga il mio giorno preferito. E, per me, è anche il giorno più lungo, la conclusione della settimana prima del limbo indistinto del sabato e della domanica. Il giorno più lungo, spesso il più stancante, in cui si condensano gli impegni e gli impicci e gli intrecci di una settimana che ogni volta, non si rassegna a finire.
Ecco i fatti di venerdì 4 febbraio, in una sintesi estrema che mixerà momenti qualsiasi della giornata, brandelli e sutura, senza nessun criterio. EasySqueeezy & io tardiamo all'appuntamento con LR e Michele non si presenta nemmeno. E questo mi sembra un buon inizio. Proseguiamo. Zia rRose alla riunione dei KoolHunters - accese discussioni. Incontro con i tipi di Carnaby. Poi raggiungo Easysqueezy a casa della Tovarich per un caffè. E poi di corsa a Monteverde tutti e tre, la zia si cambia d'abito e si corre alla Galleria S.A.L.E.S. per l'inaugurazione, ovviamente in ritardo sulla tabella di marcia. Ovviamente la zia rRose aveva magnificato le meraviglie e i portenti che l'evento prometteva suggerendo alle orecchie dell'amica LaTavia lussurie artistiche che ovviamente non hanno trovato riscontro nella mostra e nell'opera dell'iraniana. Ovviamente era pieno di froci, anche se quanto all'affluenza di pubblico è da registrare una flessione della partecipazione rispetto all'appuntamento del 15 gennaio sempre negli stessi spazi.
(anche questo post, consolidando una consuetudine tanto nuova quanto fastidiosa, resta incompiuto. metterò ordine, promesso. al più tardi giovedì)