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Per favore toccate la pelliccia rosa (tanto è finta)

I mirabolanti chignon di zia rRose a un vernissage

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mercoledì, 28 gennaio 2009

accidia

oggi ero invitato a vernissage e non ci sono andato. non ho ancora trovato le calosce giuste per guadare l'alluvione che fa da filo conduttore di questa stagione. qualcuno dica a zeus di non piovere nei giorni di inaugurazione
postato da: rroselavy alle ore 01:11 | link | commenti
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venerdì, 10 ottobre 2008

Arte e ambiente a Castel Sant'Angelo

Alison Brown
Qualche parola sul 30 settembre, giorno in cui l'impellicciata zia rRose si è imbattuta nell'inaugurazione a Castel Sant'Angelo della mostra "Fratello Ambiente Sorella Arte", organizzata da una piccola casa editrice pugliese e dedicata al rapporto tra arte ed ecologia, sulle orme di San Francesco. (E' scritto nel destino che rR la rinnegata sia suo malgrado coinvolta in secolari lotte fra santi: qualche anno fa infatti la zia fu mercenaria per San Benedetto a Montecassino.)

Troppa retorica nella nobile volta affrescata della Sala Paolina, dove l'esposizione è stata presentata a una platea sonnecchiante. Astuto il Soprintendente Claudio Strinati nel non dire niente, tra mille giri di parole, su una mostra che, seppure fatta con passione, è di livello mediocre, con artisti poco brillanti e nel complesso non privi di dolce ingenuità (Costantinos Andronia, Sergio Bertinotti, Allison Brown - nella foto, Natino Chirico, Ferj Codognotto, Cecilia di Rocco, Carlo Marraffa, Francesco Martinelli, Luciano Montemurro, Carlo Perone, Claudio Rosa, Giulio Rossetti) e un allestimento soffocante nelle piccole Sale Alessandro VI.

Restano sospese un'esclamazione e una domanda. L'esclamazione. Beato chi si improvvisa nell'organizzazione di una mostra senza avere alcuna competenza! La domanda (retorica). C'è una via percorribile oggi per un'arte sacra che voglia essere anche contemporanea?
postato da: rroselavy alle ore 02:25 | link | commenti (1)
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giovedì, 09 ottobre 2008

La cena in zeta di Z

Ah, devo aggiungere una chiosa, a proposito di ieri sera. Per fare suonare il suo ego come un diapason, un certo signor Z ha ordinato a cena solo pietanze con la zeta, come fiori di zucca e bistecca di manzo...
postato da: rroselavy alle ore 12:24 | link | commenti (1)
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Le piante di Hannu e le mattonelle di Motel Salieri

Dopo le mie vicissitudini, oggi ho ripreso con i vernissage. Non che abbia mai smesso, sia chiaro (e i miei affeziontati lo sanno...), ma - complici i racconti intrecciati al tavolo della cena, insaporiti di nostalgia, o l'arpione in gola che mi ha trafitto di stelle questa notte - ecco a voi, dimenticati e sconosciuti miei lettori, il ritorno scoppiettante della vecchia e cotonata zia rRose, sciacalla dei bassifondi dell'arte capitolina, elzevira impeccabile tra le scarabocchiate chiacchiere, marescialla dalle mille patacche in questa guerriglia disARTmante. Eccomi di nuovo, tra queste righe, in pelliccia a un vernissage, almeno per la durata del fuoco artificiale che accende lo schermo di questo computer e squarcia questa notte. Non sa dire la zia, qualora venga messa alle strette con una domanda affilata e senza vie di fuga, se questo ritorno a sipario chiuso potrà avere un seguito o sarà falò di poca paglia, ritorno di fiamma che esaurisce un'ultima stilla di combustibili e chignon. Certo è che il fumo vi entrerà negli occhi e li farà brillare, è questa la magia.

Dopo le vicissitudini di un rocambolesco finale di pomeriggio trascorso a giocare a guardie e ladri col destino, la vecchia e abietta doppia Erre si è affacciata su piazza Colonna alle 20.10, con un ritardo di quaranta minuti rispetto all'appuntamento con il manipolo di prodi sodali, trafelata ma senza scomporre il suo charme old-style. Gambe in spalla e trascinandosi dietro il CupoConsorte, MisterStrong, l'insondabile Z e la F che rosseggia, rRose ha sfilato in mezzo al via vai di via del Corso, dribblando pattinatori impazziti e turisti in agguato, fino a raggiungere l'angusto portone al numero 42. Le sale espositive della Galleria De Crescenzo & Viesti si affacciano sulla strada e hanno un bellissimo pavimento di legno liso e scurito dal tempo, che non è passato inosservato. Il protagonista dell'evento è Hannu Palosuo, artista finlandese che vive e lavora a Roma, che raccoglie una ventina di tele della sua produzione recente, con il titolo "My Life was a Burning Illusion".

Hannu PalosuoIl mondo vegetale è raccontato con fare misterioso, usando solo la tela grezza per piante, foglie e steli e usando la pittura per lo sfondo, producendo immagini in negativo. Risultato gradevole, vendibile, da salotto. Qualcuno ha commentato che sembra una nuova serie di stampe Ikea e qualcun altro ha notato troppa somiglianza tra l'unico bambino rappresentato, di spalle su un'altalena, e una foto di Diane Arbus. Si fa notare - tra i vernisSanti - il vegliardo male-incravattato compagno di un certo gallerista piacione. Dopo saluti di rito, un bicchiere di vino e tre dita di chiacchiere, siamo sgusciati via, sorridenti come solo le vecchie zie hanno il vezzo di fare.

Viaggio in metropolitana (col bono biondo atletico straniero che occhieggia e ci segue) e seconda tappa a Monti. Destinazione Motel Salieri, grazioso spazio in salita. Ce lo ricordavamo nero e cupo, con pareti coperte di pece e invece il chiarore all'interno trionfa: è muro scorticato, scartavetrato, lasciato vivo, sporco e senza intonaci coprenti, ma nudo di lacerti di mille intonaci sovrapposti. Meraviglia quasi punk. La mostra, invece, di Stato di Famiglia proprio non dà soddisfazioni. Mattonelle, per dirla semplice.

sdfModuli di vetro molato e sagomato incollati su delle fotografie, dei ritratti per lo più e due immagini di muri (la colla si vede sotto il vetro nei punti in cui questo aderisce alla stampa fotografica e non è un bel vedere). In pratica mattonelle, che vorrebbero essere in qualche modo anche specchi ma sono solo fotografie con qualcosa di troppo sopra. E' la terza mostra di mattonelle che vedo negli ultimi mesi - pensa la zia rRose sotto la sua ambiziosa cotonatura -, che è il nuovo trend? No, no, no e ridico no, conclude tra se rR.

Zia e compagni stanno più tempo fuori, sostando davanti alla porta, che dentro. Chiacchiere. Zeta si trattiene col figuro dal profilo mediorientale. Poi si scende alla Suburra per la cena. Bistecche e maldicenze. Birra e amarcord. Mirto, conto. Passeggiata. Chiacchiere. Autobus. Casa. Notte.
postato da: rroselavy alle ore 03:34 | link | commenti (1)
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giovedì, 31 maggio 2007

I teski de roma

dopo il lavoro, nel tardo pomeriggio - quasi sera di un giorno di caldo tropicale (22 maggio sul calendario) la vecchia rr percorre via del corso fino a san lorenzo in lucina. sbucando su via del leone, un mare di giovani, la mejo gioventù. tutti radunati e bivaccanti all'ingresso del concept store becool, per l'inaugurazione di "the skulls of rome", collettiva che raduna le "teste" della roma undergound in un nuovo spazio espositivo, undercool, di cui si prendono cura la kazzuta casa editrice drago e quelli di whystyle

(in mostra: Scarful, Lucamaleonte, Ida Belogi, Pane, Stand, Joe, Nico, Mirai Pulvirenti, Gun, David Vecchiato, Pax Paloscia, Sten, Lex, Luca Mamone, Stella Tasca, Fupete, SerpeInSeno, Nico Z, JBRock, Diamond, Giorgio Mazzone, Elena Cara, Niko Stumpo, Toki Doki)

inutile sottolineare che c'erano tutti e anche qualcuno in più. grande vetrina, eventone. baraonda e bad taste, teschi ovunque e vertigine del superfluo, il magazzino-espositivo è una vasca di acquario di sudore. girovago bevendo birra, guardo tutto e tutti. mi accredito e prendo il catalogo, chiacchiero di prezzi e collezzionismo. sono solo per un po', con giulia dell'ufficio stampa. saluto lucamaleonte. incontro fernanda & sister, fer fa le foto e io sto con lei, continuando a sudare. saluto lex. chiacchiere e sproloqui con l'editore

chiacchiero un secondo sulle scale con lucamaleonte e arriva il cupoconsorte. mi sembrava tutto fantastico, cool, americano. due giorni dopo l'amico zeta, assente, mi fa notare quanto tutto era provinciale. concordo. viva il cattivo gusto, viva i teski de roma, viva la street art: mi sentivo figo uguale, sudato e beato, tanto da finire la serata in pizzeria a trastevere, come uno che c'ha i soldi per mangiare fuori
postato da: rroselavy alle ore 16:40 | link | commenti
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mercoledì, 08 novembre 2006

San Lorenzo a Villa Medici

vernissAVIDA ieri la zia nella Favolosa Villa Medici. Non mancava niente (e nessuno).

 

E uscendo nella fresca sera di roma e camminando nel viale del parco illuminato dalle torce, con il cupolone sullo sfondo, era quasi la felicità.

postato da: rroselavy alle ore 12:34 | link | commenti (2)
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venerdì, 27 ottobre 2006

appunti sulla conferenza stampa della mostra "Turner e gli Impressionisti"

Goldin ha un tono accademico, ma più da studente che da professore. Una voce più giovane del suo aspetto - che è comunque giovanile - quasi adolescenziale. Nulla della cacofonica arroganza di Sgarbi. Un eloquio preciso, senza sbavature, un po' monocorde, con un ritmo sempre uguale, quasi frettoloso, ma contento. Non pomposo. Tiene le mani giunte, mentre sta proteso verso il microfono, una volta conta sulle dita. Sottolinea, ogni tanto, gli aggettivi.
postato da: rroselavy alle ore 18:03 | link | commenti (1)
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domenica, 01 ottobre 2006

Ieri allo Studio Trisorio in vicolo delle vacche per il vernissage della mostra Di-segni, con opere di Carla Accardi, Jannis Kounellis, Anish Kapoor, Rebecca Horn, Ettore Spalletti e altri.
Arrivo con la sciarpa al collo. Fuori inatteso l'incontro Franco che si intrattiene con una sua amica e un tipo coi capelli lunghi, un po' strambo, che poi ho scoperto essere un perfetto sconosciuto che aveva attaccato bottone. Beviamo un bicchiere di rosso e uno di prosecco. Vediamo i disegni alle pareti e prendo una copia del catalogo. Torniamo insieme, lui verso casa e io alla fermata del tram, parlottando di cavoli e di re, di marziani e kostabi, del giorno prima al ponte, di abo e di start a milano, di voler andar via da roma e di rivederci presto per un'altra inaugurazione in una delle provinciali gallerie della capitale.
postato da: rroselavy alle ore 03:43 | link | commenti (4)
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lunedì, 25 settembre 2006

16 settembre 2006

Quanto ai vernissage, decisi di uscire in una sera di pioggia scrosciante per andare alla Fondazione Adriano Olivetti. Doveva accompagnarmi Lina, che restò a casa per via del temporale. Tutto solo quindi, sotto l’ombrello, passeggiai per il centro.Alla Fondazione Olivetti, nell’ambito della rassegna “Step in step out” a cura di Ilaria Gianni, la mostra “The Hero Cycle” presentava tre video di Gianluca e Massimiliano De Serio, “Maria Jesus” (2003), “Mio Fratello Yang” (2004) e “Lezioni di Arabo” (2005). Arrivai tardi e c’era una folla oziosa di giovani intellettualoidi. Non mi sentivo molto a mio agio. Vidi “Lezioni di Arabo” e poi andai via. Alla galleria Lipanje Puntin, nei vicoli alle spalle di Campo de’ Fiori, inaugurava invece la personale di Serse dal titolo “Il cielo sopra il Cremlino”. Credo che fossero disegni su carta poi montati su alluminio, alcuni di grande formato, con una vocazione fotografica e dettagliata nella descrizione delle superfici. Serse riproduce in immagini calligrafiche stimoli del contemporaneo, in una visione di insieme che abbraccia la fine delle ideologie (il simbolo comunista sul Cremlino velato di neve), la spettacolarizzazione della religione (la nuca piegata di Giovanni Paolo II), l’arte (da Cattelan a Picasso), la guerra (il fungo atomico). Lo spazio della galleria è piccolo ma accogliente, bella la parete rossa su cui dono disposte le opere più piccole. Nonostante la pioggia anche qui c’era gente e anche qui sembrava che si conoscessero tutti, sicuramente era vero, si presentavano gli uni con gli altri e mi guardavano un po’ strano. Restai poco, giusto il tempo di un’occhiata e me ne andai.
postato da: rroselavy alle ore 18:51 | link | commenti (1)
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giovedì, 17 agosto 2006

L I B E R O A C C E S S O

postato da: rroselavy alle ore 19:53 | link | commenti (3)
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